A Strasburgo c’è qualcuno che sciopera?

Posted on April 17, 2012

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 Molti ancora non sono al corrente che alcuni Kurdi hanno cominciato uno sciopero della fame prolungato a Strasburgo, in Kurdistan e in altre  città europee, per periodi di tempo determinati. Stanno lanciando un appello all’Europa.

Da 43 giorni in sciopero della fame a Strasburgo

per Öcalan e la libertà del popolo kurdo

Dal 1999 su un’isola circondata dal mare, con 1.000 soldati di guardia, nessuno con cui parlare, nessun abbraccio, nessuna stretta di mano; solo libri da leggere ma non in kurdo, sua lingua madre. 7.000 pagine scritte senza un computer o una macchina da scrivere. Tredici anni di isolamento. Da luglio 2011 senza neanche poter ricevere i familiari e i suoi avvocati.

E’ la vita di Abdullah Öcalan, leader del popolo kurdo, indispensabile per trovare una soluzione politica e
pacifica della questione kurda in Turchia. Turchia che lo tiene in catene e che ha incarcerato secondo l’İHD (Associazione turca per i diritti umani) nel solo 2011 circa 12.000 oppositori politici. E l’Europa tace e acconsente.

Per chiedere a Unione Europea e Consiglio d’Europa di intervenire sulla condizione carceraria di Öcalan, e per risolvere politicamente la questione kurda, uno sciopero della fame è iniziato il 1 marzo a Strasburgo, dopo che circa 400 detenuti avevano cominciato una simile iniziativa nelle carceri turche il 15 febbraio.

Scioperi della fame a staffetta in sostegno alle loro richieste si sono tenuti in queste settimane in varie città europee, tra cui anche a Roma dal 15 al 20 marzo. A Strasburgo quindici persone sono in sciopero della fame illimitato da 43 giorni, e le loro condizioni peggiorano di ora in ora: tre di loro sono stati ricoverati in ospedale, gli altri sono in pessime condizioni.

Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) ha annullato ieri 11 aprile un incontro con una delegazione degli scioperanti accompagnati da alcuni deputati del BDP (Partito della Pace e della Democrazia) affermando che non può accettare di essere sottoposto a questa pressione. Ci chiediamo allora fino a che punto il popolo kurdo può accettare la pressione e la repressione di ogni spazio politico, culturale, civile e sociale, e perfino sentirsi dare lezioni di democrazia da governi che fingono di non sapere per non inimicarsi la Turchia!

L’Italia e l’Europa non possono rimanere più in silenzio di fronte a tutto questo: come associazione di volontariato impegnata quotidianamente a favore dei richiedenti asilo, dei rifugiati politici, dei popoli che non godono della libertà nella loro stessa terra e sono costretti all’esilio, chiediamo alla società civile italiana, alle istituzioni, al Governo, al Parlamento, alla stampa, alle organizzazioni dei lavoratori, agli studenti e ai singoli cittadini che credono ancora nei valori della libertà e nel rispetto dei diritti umani di sostenere le richieste degli scioperanti della fame, e di attivarsi ciascuno nel suo campo per dare voce alle richieste del popolo kurdo.

Associazione Senzaconfine

ass.senzaconfine@gmail.com

Per firmare la petizione in sostegno agli scioperanti della fame

(francese e inglese): http://www.petitions24.net/soutenir_les_grevistes_de_la_faim_kurdes Roma, 12 aprile 2012

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