Nel cuore della Mesopotamia – Viaggio di Turismo solidale 13-23 maggio

Posted on March 31, 2011

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Attraverso la ‘Porta d’Argento’ al Monte Nemrut, percorrendo la Via della Seta fino al fiume Tigri per risalirlo ed arrivare a Diyarbakır, capoluogo del Kurdistan turco

Dicle Nehri - Tigri

 Giorno 1 – venerdì 13 maggio

 – In base agli operativi dei voli arrivo a Diyarbakir, la città più popolosa del Sud-est e capoluogo del Kurdistan Turco. Incontro con il referente locale e accoglienza in famiglia

– Se c’è tempo prima passeggiata nel centro della città.

– Cena e pernottamento in famiglia (Diyarbakır).

 Giorno 2 – sabato 14 maggio

 -Escursione a nord di Diyarbakır (circa un’ora di viaggio). Nel villaggio di Eğil visita alla fortezza e alle tombe assire, sito archeologico in parte coperto dall’acqua a causa della costruzione della Diga del Tigri (Dicle Vadısı). Possibile visita ai villaggi, che da più di 3 anni sono sede di un riuscitissimo intervento di sostegno allo sviluppo agricolo condotto da parte del “Centro per lo Sviluppo” di Diyabakır.

-Visita alla vicina cittadina di Ergani ed al colle di Zülküf (Ezechiele, il quale si dice abbia vissuto qui) da cui si può ammirare il paesaggio su tutta la spianata che corre verso Diyarbakır.

– Spostamento da Ergani a Dersim. Dersim in persiano significa ‘Porta d’argento’, il nome deriva dalle caratteristiche fisiche dell’area montagnosa, e per questo inespugnabile, in cui si trova la città. Dersim ha un posto speciale nella memoria collettiva del popolo kurdo poichè è stata la sede di una delle grandi rivolte (1930) successive alla fondazione della Repubblica Turca. Da allora il nome venne cambiato in Tunceli: mano di bronzo. La regione di Dersim è un luogo eterogeneo sia dal punto di vista linguistico: qui infatti gran parte della popolazione è Zaza, gruppo che parla lo Zazaki, ritenuto uno delle principali lingue kurde (la maggioranza dei kurdi di Turchia parla invece il Kurmanci); sia dal punto di vista del credo religioso: la maggioranza della popolazione dell’area è Alevi, una comunità religiosa più ‘liberale’, classificata parte dell’Islam sciita nonostante tradizioni, rituali, credenze Alevite differiscano da tutti gli altri gruppi ortodossi. Queste due identità linguistica e religiosa-culturale spesso si sovrappongono facendo di Dersim un’area speciale e unica del Kurdistan turco.

-Cena e pernottamento in famiglia (Dersim).

 Giorno 3 – domenica 15 maggio

 -Visita al BDP, il Partito kurdo della Pace e della Democrazia (e se possibile ad altre associazioni).

-Visita al Parco nazionale del Munzur, uno dei più grandi di tutta la Turchia. Il parco si snoda lungo il fiume Munzur fino ad arrivare alla cittadina di Ovacik (circa 70 km) dove si apre un lungo altipiano circondato dalle montagne del Munzur (3.000 metri). Visita ad altre località dell’area – Kırkmerdivenler Şelaleleri: una piccola valle che si inoltra nelle montagne famosa per le sue quattro grandi cascate-.

-Ritorno a Dersim. Cena e pernottamento in famiglia (Dersim).

 Giorno 4 – lunedì 16 maggio

 -Visita ai villaggi evacuati nei dintorni di Dersim.

– Da Dersim verso il Nemrut Daği. Ritorno a sud, passaggio per le cittadine di Çermik e Siverek, nelle province di Diyarbakır e Şanlıurfa.

– Arrivo a Karadut ai piedi del Monte Nemrut.

– Cena e pernottamento in una pensione a gestione famigliare (Karadut).

 Giorno 5 – martedì 17 maggio

 -Sveglia prima dell’alba e risalita (a piedi o in macchina) alla cima del Monte Nemrut dove celebreremo il sorgere del sole. Qui a 2000 metri di altezza sono locate le maestose teste di pietra costruite in onore del re Antioco della dinastia Commagene (II sec. a.C.). Il sito è patrimonio mondiale dell’UNESCO; un mausoleo a cielo aperto sulla cima del Nemrut.

Nemrut Dağı

– Visita al sito archeologico di Arsameia.

– Verso Urfa. Cena e pernottamento nei pressi di Urfa (probabilmente a Bozova)

  Giorno 6 – mercoledì 18 maggio

-Şanlıurfa. Visita ad alcune associazioni (ancora da definire).

– Visita al centro storico. La città – denominata ora Şanlıurfa: la Gloriosa Urfa- è detta la città dei profeti, luogo dove Abramo sembra aver ricevuto la chiamata da Dio di muovere verso la Terra Santa, è quindi metà religiosa molto importante. Sede di un complesso di moschee, giardini e canali unico. Ci perderemo poi nei vicoli del grande bazar (mercato) il più suggestivo di tutta la regione, e visiteremo l’Han (caravanserraglio) all’interno del bazar, ora luogo di gioco –gli uomini si incontrano qui per giocare a carte, domino, tavla sorseggiando çay-.

– Visita al vicino paese di Harran (44 km), al confine con la Siria. Harran è uno degli insediamenti più antichi del mondo, famosissimo per le particolari case-alveare costruite circa 150-200 anni fa con ‘mattoni’ grezzi raccolti da antiche rovine. La maggioranza degli abitanti sono arabi, discendenti delle popolazioni semi-nomadiche che abitavano queste pianure

– Cena e pernottamento in famiglia (Urfa)

 Giorno 7 – giovedì 19 maggio

 – Spostamento a Derik (circa due ore e mezza), una delle cittadine più antiche della regione locata sull’estremo bordo della pianura che da verso la Siria ai piedi di piccole montagne rocciose. Gita al vicino villaggio di Rebet: passeggiata di circa un’ora alle rovine del Castello di Rebet che offre una vista magnifica sulla pianura siriana. Se c’è tempo visita a Xapa, piccola fonte nei pressi di Derik e agli orti di olivi.

-Cena ‘auto-prodotta’ negli orti o in famiglia (da Hamdiye e Şahab). Pernottamento in parte in famiglia in parte alla Casa dell’insegnante (dipende dalla disponibilità familiare).

Derik

Giorno 8 – venerdì 20 maggio

– Partenza per Mardin (un’ora e mezza circa), la città più famosa e visitata di tutta l’area. La regione di Mardin si trova ai confini con la Siria ed è una delle aree più “multiculturali” della regione dove fedi, lingue e culture differenti coesistono –qui vivono Curdi, Arabi (e Mihellemi) e Suryani-. Mardin è arroccata su una montagnola rocciosa da cui domina la pianura che si estende verso la Siria; è rimasta intatta con le sue antiche case color miele, moschee, madrase, chiese e l’alto minareto decorato.

– Da Mardin a Midyat. Visita alla città di Midyat, la sorella ‘minore’ di Mardin. La città è divisa in due parti: il ‘centro storico’ dalle case color miele, sede di moschee e ben sette chiese cristiane; e la parte di nuova costruzione, Estel, area dove risiede la minoranza Mihellemi (arabi di credo musulmano sunnita che parlano la lingua mihellemi, una delle varianti della lingua araba che più si avvicina all’antico aramaico).

-Cena e pernottamento in famiglia (Midyat).

 Giorno 9 – sabato 21 maggio

 – Visita all’associazione Mihellemi nel vicino villaggio di Habsinas.

Habsinas

– Da Midyat ad Hasankeyf. Hasankeyf è uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Kurdistan dove si sono succedute molte civiltà, sede di un ampio sito archeologico (grotte nelle roccie a picco sul fiume e resti di un vero e proprio villaggio) sulle sponde del Tigri (Dicle nehri). Questa città di importanza storica, archeologica, culturale importantissima sarà sommersa a breve a causa del progetto GAP, un piano di ‘sviluppo’ socio-economico del governo turco per l’area del Sud-est. Visita al al sito archeologico (la parte ancora visitabile) ed incontro con i rappresentanti dell’associazione ‘Iniziativa per far vivere Hasankeyf’ (Hasankeyf’i Yaşatma Girişimi) che lottano da anni per impedire la costruzione della diga di Ilusu e permettere ad Hasankeyf di continuare a vivere.

-Cena e pernottamento in famiglia (Hasankeyf).

Hasankeyf

Giorno 10 –domenica  22 maggio

 -Visita al Kurdi Der, associazione per lo studio e la protezione della lingua curda e al quotidiano curdo Azadiya Welat (l’unico in Turchia redatto in lingua curda). Fondato nel 1992 da Musa Anter, importante scrittore e poeta curdo, il giornale scrive principalmente di ‘questioni curde’; è stato chiuso molte volte, i giornalisti che vi lavorano sono stati imprigionati e anche uccisi per le tematiche di cui scrivono.

-Visita all’associazione delle donne Selis (Selis Kadın Derneği).

-Visita libera al centro storico della città, Sur, all’interno delle mura di basalto nero: la torre di Keçi Burcu e torre di Ben u Sen, la zona del mercato, la Ulu cami (la moschea principale), DengBej Evi, la casa dei trasmettitori di cultura orale, coloro che raccontano le leggende e storie curde.

– Cena e pernottamento in famiglia (Diyarbakır).

 Giorno 11 – lunedì 23 maggio

 – In base ai voli partenza per l’Italia.

– Fine del viaggio.

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